Avevano finalmente un pallone vero,
una vecchia palla di cuoio consumata.
Pure erano riusciti a forzare la serratura del Comunale
Pure erano riusciti a forzare la serratura del Comunale
con un arnese in ferro e si erano sistemati in mezzo al campo
come due squadre vere,
con tanto di arbitro con fischietto,
più due segnalinee.
Sul polveroso terreno di gioco del vecchio comunale
Sul polveroso terreno di gioco del vecchio comunale
le due squadre si impegnavano al massimo per inseguire la palla,
ma in modo disordinato e senza un modulo di gioco,
incuranti dell’afa di quel torrido pomeriggio estivo di fine giugno.
Il fatto avvenne al 20° del secondo tempo
Il fatto avvenne al 20° del secondo tempo
quando l’agonismo dei giovani giocatori era al massimo
per cercare di prevalere sull’avversario.
Inaspettatamente
Inaspettatamente
un piccolo mulinello d’aria e di polvere
si mise a roteare silenzioso intorno ai giocatori,
incuranti e sopraffatti dall’agonismo,
fino a divenire minaccioso e trasformarsi
in una vera tromba d’aria.
Il gran polverone spaventò i giovani giocatori
Il gran polverone spaventò i giovani giocatori
che veloci come topolini trovarono rifugio
sotto le vecchie gradinate di cemento.
Il folletto d’aria
Il folletto d’aria
con la sua gran nube calda di terra e sansa
si diresse verso la palla,
finita intanto in prossimità dell’area di rigore.
La sfera roteò su se stessa
prendendo la direzione della porta,
ma non andò in gol
perché di colpo si levò per aria fermandosi a mezz’aria,
sostenuta dal vortice;
poi salì su, prima dieci metri, poi venti,
cinquanta, cento metri,
spinta dalla forza del turbine,
fino a svanire nella luce dell’azzurro cielo estivo.

Nessun commento:
Posta un commento